Editoriale

L’arte dell’opposizione

Come un fulmine a ciel sereno, ieri sera a conclusione di un consiglio comunale come non mai tranquillo, i consiglieri di minoranza Enrico Ferrario e Paolo Borrelli, a sorpresa, hanno annunciato le loro dimissioni.

Due persone e politici diversi: Paolo Borrelli ha già avuto in passato esperienze all’interno del Consiglio Comunale (Presidente del CC nella passata legislatura), politico di vecchia gloria se mi si può concedere questo termine, si è sempre dimostrato onesto e diretto, portando avanti le proprie battaglie con perseveranza e pragmatismo, doti oramai rare nella politica. Il dottor Ferrario invece è alla sua prima volta in Consiglio Comunale, si è dimostrato in questi due anni persona di grande dialettica e buonsenso.

Nel breve comunicato accusano, passatemi ancora il termine, l’inutilità del ruolo di consiglieri di minoranza, mai coinvolti nelle decisioni politiche e logorati da consigli comunali in cui non hanno potuto far valere le proprie ragioni.

Ma in minoranza funziona, più o meno, così.

Non si viene quasi mai coinvolti: bisogna se si vuole, impegnarsi su ogni delibera, preparando mozioni e interrogazioni (vedi i 5 stelle nella passata legislatura), oppure decidere di passare 5 anni a rimanere a galla, in attesa di novità dalle elezioni successive (vedi, maliziosamente, Spada con Vinovo c’è o il PD).

Detto questo si può fare anche qualcosa di interessante dall’opposizione, quella sana e costruttiva opposizione in cui si cerca di portare avanti le proprie idee, farle approvare e poi, non beneficiarne! Perché tanto a beneficiarne sarà sempre l’amministrazione in carica; secondo il sottoscritto, però, questo non importa: importa invece come i cittadini vedono che tu stia facendo opposizione, se ti vedono come un punto di riferimento per chi ha un problema o una segnalazione da fare, se ti vedono se tu sia comunque attivo anche in minoranza. Io credo che gli anni in opposizione, se fatti in maniera costruttiva, non possono far altro che aumentare le proprie esperienze e competenze.

Probabilmente però, questo non è il caso: forse la stanchezza ha influito sulla scelta dei consiglieri, o forse, anche qui maliziosamente, è una strategia cui capiremo meglio gli sviluppi in futuro.

Detto questo, dovremmo riflettere sui limiti che il sistema elettorale dei comuni sotto i 15 mila abitanti ha: si esautora il ruolo dei consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, finendo molte volte a far in modo che il ruolo più importante ce l’abbia la giunta comunale, la quale alla fine può fare un po’ cosa vuole. Sono dell’idea che sarebbe da estendere la legge elettorale sopra i 15 mila abitanti per ogni comune: più peso alle liste, via il dualismo consigliere/assessore: o fai una cosa o l’altra.

Non è il caso di Vinovo, ma come visto anche in recenti cronache nella nostra regione (vedi Roero), questa legge elettorale crea degli oligarchi, impedisce il confronto e il dibattito, rendendo i consigli comunali prevedibili e a volte del tutto inutili.

Concludo, comunque, augurando buon lavoro ai nuovi consiglieri, chiunque loro saranno.

Cosa ne pensi?

Mi piace
3
Non sono sicuro
0
Triste
0

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in:Editoriale