Vivere il Comune

Il Cottolengo come polo di formazione?

Il Comune di Vinovo ha dato il via libera per la partecipazione all’avviso pubblico promosso con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri “Assegnazione ai comuni di contributi
per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di
fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale”, volto alla riqualificazione e restaurazione dell’edificio del Cottolengo e dell’area in mano al Comune di Vinovo.

L’edificio del “Cottolengo”, la Piccola Casa della Divina Provvidenza, oggi
abbandonato, è un edificio di grande valore storico ed affettivo per i vinovesi.
E’ disabitato dal 1980 e negli anni è stato esposto ad atti di vandalismo ed azioni di forte degrado; dal 2018 è proprietà del Comune di Vinovo.

L’attuale Amministrazione Comunale vorrebbe farlo “rivivere” recuperandone il ruolo di fucina di iniziative utili alla comunità e soprattutto trasformarlo in una struttura funzionale, vitale e giovane, riconvertendo un edificio storico che rappresenta uno degli innumerevoli tesori, piccoli o grandi del nostro paese.

Si vuole ridare all’edificio la grandissima dignità perduta e riconvertirlo in un importante polo di formazione.
L’edificio molto grande, sviluppato su cinque livelli, dalla superficie complessiva di circa mq 3900, potrebbe rivivere attraverso la coesistenza di più destinazioni tra loro correlate: scuola di formazione professionale e campus per studenti.
Le dimensioni notevoli dell’edificio, infatti, consentirebbero di creare una
cittadella dell’artigianato, con particolare riferimento alla falegnameria, all’agricoltura e alla ceramica.
La falegnameria, perché la lavorazione del legno, in molte delle sue forme
(scultura, restauro e arredamento) è tornata ad essere fucina di prodotti sempre più interessanti e ambìti dal mercato; l’agricoltura, perchè è necessario reinvestire in un’economia verde e rispettosa dell’ambiente con l’impiego giovani che stanno dimostrando sempre maggior attenzione e predisposizione verso il settore, recuperando un interesse che sembrava essere delegato ad altri; la ceramica per recuperare l’alto valore storico delle porcellane vinovesi che, con Vittorio Amedeo Gioanetti alla fine del
1700, hanno acquisito fama e apprezzamenti europei.
Contemporaneamente potrebbero essere realizzati spazi aggregativi e di
accoglienza per studenti italiani provenienti da altre regioni e addirittura di altre nazionalità, senza trascurare la possibilità di coinvolgere giovani o adulti mediante forme di Cooperazione internazionale.
E’ prioritario offrire ai giovani del nostro Comune nuove opportunità di
formazione spendibili nel mondo del lavoro. Vinovo non ha scuole superiori e nemmeno corsi di formazione professionale, pertanto tutti i nostri ragazzi, terminato il primo ciclo d’istruzione migrano verso le città ed i Comuni vicini privando il nostro Comune di grandi opportunità e i nostri giovani di importanti occasioni di socializzazione, di confronto, di partecipazione e di affezione al proprio territorio

Il mondo del lavoro oggi più che mai richiede capacità continue di adattarsi, reinventarsi e specializzarsi. Gli Istituti professionali e le Agenzie formative presenti nei Comuni limitrofi presuppongono esclusivamente una buona predisposizione per materie tecnico/scientifiche e si rivelano ostative al raggiungimento dell’obiettivo e in parte fallimentari con una dispersione scolastica superiore alla media nazionale. Si vuole ampliare l’offerta formativa
recuperando professioni antiche attraverso percorsi innovativi.

 

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