Editoriale

Io speriamo che me la cavo

Inizio questo post con un dato statistico: rispetto a 40 anni fa, le persone iscritte a circoli politici locali o che partecipano attivamente alla vita politica dei paesi è sceso del 60%, quindi se una volta in un circolo c’erano 10 persone, ora ce ne sono 4. Da esperienze negli anni passati non posso che confermare questa statistica, ho visto e partecipato a circoli di partito con pochi partecipanti, con un’età media superiore ai 60, con pochi o nessun giovane. Lungi da me criticare gli over 60, ho conosciuto in quegli anni di attiva militanza politica persone oneste, sincere e che mi hanno insegnato molto, ma come era, come è e come sempre sarà, senza un ricambio generazionale non c’è futuro.

Piccola nota: in un mio recente post sul sentiero Corona Verde che è stato ripreso da alcuni dei più importanti quotidiani del territorio, mi si identifica come giovane militante del PD, ebbene sono libero da qualsiasi tessera di partito oramai da due anni e mezzo, e non intendo iscrivermi a qualsiasi partito o movimento politico (soprattutto in questo momento): lascio un segnalibro qui, tanto per ricordarlo in futuro.

Ed è proprio il mio ultimo recente post che mi ha spinto a riflettere come, anche all’interno del nostro comune, la politica non esista più: non esistono consiglieri di partito, né tantomeno assessori, ma una giunta libera da precetti politici. Questo è a volte un bene, a volte un male.

Quello che mi lascia perplesso è come quell’appello sia caduto nel vuoto, come se la zona dietro al Castello non sia di vitale importanza per questa amministrazione. Vorrei capire, allora, come avvengano le scelte di nuove idee e progetti, se esiste un confronto in maggioranza, se esistano tavoli di idee, se esista una vera azione programmatica della Vinovo del domani, oppure si cerca di proseguire annaspando, un anno rifacendo, per esempio, il parco di Via Carignano (potremmo aprire un capitolo su quanto sia stato speso).

A volte mi chiedo se è davvero necessario dover avere un incarico in consiglio comunale per poter vedere realizzata un’idea. Qualche anno fa, ho lanciato una proposta sulla realizzazione del percorso ciclopedonale lungo il parco del Castello, con tanto di firme e petizioni. La proposta, accolta favorevolmente durante una commissione, non è andata avanti, per poi essere ripresa nel progetto di rifacimento del parco del castello del 2020, senza nessun cenno alla mia idea. Per me non è stato un problema, quello che secondo me è importante è realizzare le cose, non prendersene il merito: per me è più importante il pragmatismo della visibilità, il dialogo e il confronto invece del dover essere ammirato e adorato come un sovrano assoluto.

Un vero politico si interessa alle future generazioni, non alle prossime elezioni.

Cari consiglieri, assessori e sindaco in quale parte vi volete identificare? Un mio consiglio, è quello di dimenticare di aver preso l’80% dei voti nel 2019, di non pensare di essere detentori della verità e del sapere grazie al consenso ricevuto, perché il consenso è effimero, temporaneo, instabile: siate più pragmatici e meno inclini alla visibilità, siate più aperti al confronto e alla comunicazione perché solo così potranno girare le idee, le proposte per la Vinovo del domani.

Intanto io aspetto il giorno in cui l’assessore di turno decida di cogliere l’appello sul rifacimento del sentiero di Corona Verde, con altri progetti, nomi, poco importa, l’importante è che si faccia!

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2 Comments

  1. Caro Riccardo,
    complimenti per l’articolo, condivido quasi tutto di quello che hai detto, ma ricordati che esiste anche una minoranza che per ora non sta facendo molto. Continua così!

  2. Buongiorno Riccardo,
    la conosco solo di vista, ho letto con attenzione quello che dici, condivido in pieno, ma si ricordi che quando si è al governo si è sempre sotto i riflettori, anche secondo me, però serve più comunicazione e dialogo, conosco qualche consigliere che si lamenta di questa mancanza, è compito del sindaco agire da leader, non da divisore.

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